lunedì 15 luglio 2013

La saggezza della Contea



E' da più di un mese che non scrivo, ma non è passato un giorno senza che io abbia letto, e ora mi ritrovo sul tavolo, accanto al computer, quattro libri impilati.
Mi dispiace non aver rispettato l'ordine cronologico in cui li ho incontrati, perché riguardando questo blog a fine anno potrò ricordare la quotidianità che è corsa parallela alle pagine. Ma forse, più che il singolo momento, è il periodo di vita che i libri accompagnano.
E mi preme sconsigliarvene uno, perché non siate tentati, anche solo per curiosità, di sfogliarlo.


Difficile che io sia così dura con un libro, ma correrò il rischio di sbagliarmi e di essere superficiale, di non aver capito gli intenti più profondi di Noble Smith, ma di saggezza, ne "La saggezza della Contea", ne ho vista ben poca.
La "Breve guida per una lunga vita felice" crea un parallelismo tra la società contemporanea e il mondo così descritto da Tolkien, più ne "Lo Hobbit" che ne "Il Signore degli anelli". L'autore si identifica con un Hobbit, un'identificazione non letteraria; si sente tale: un hobbit mancato. Lo prende a modello per una vita sana e rispettosa di principi che giudica alla base di una società più equa e felice, ma non c'è saggezza in una sfilza di banali luoghi comuni. E' il parallelismo in sè che non regge: ho adorato il mondo creato da Tolkien, ma Smith non è ironico come un hobbit sarebbe, non si muove leggero; da' consigli che lasciano di stucco, mettendo ancora più in evidenza il divario tra la serietà con cui prende l'operazione di migliorare la vita seguendo consigli semplici e pratici con la superficialità con cui analizza "valori senza tempo", come riporta la quarta di copertina, senza mantenere la promessa che il lettore avrebbe trovato la celebrazione "divertente". Mai riso.

L'ho letto tutto, e sempre con la stessa epressione incredula, fino alla fine, perché i libri piacciono, non piacciono, annoiano, penetrano, infastidiscono... l'ho letto tutto, fino alla fine, per trovare un senso, per annoverarlo tra i testi di saggistica mal scritti, tra le guide new-age per appassionati di genere, ma mi sono convinta che la ricerca di senso era inutile. L'unico aspetto positivo è che la "Breve guida per una lunga vita felice" è che la guida è davvero breve, e che la vita lunga e felice la possiamo avere benissimo senza leggerlo.
Se la preoccupazione di autore ed editore era che i tempi non fossero ancora maturi per un libro del genere, posso tranquillamente rassicurarli, togliendo loro ogni dubbio ...



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